Mancato monitoraggio dell’Ostreopsis Ovata

Mentre il Ministro Brunetta continua la sua campagna contro i “fannulloni” nelle pubbliche amministrazioni licenziando gli assenteisti e la Ministra Gelmini ripristina il voto in condotta per valutare il comportamento degli studenti, a noi cittadini non è data la possibilità di bocciare, senza attendere una nuova consultazione elettorale, l’operato dei nostri amministratori, ed in particolare del nostro Sindaco Senatore e di chi lo sostituisce durante le sue numerose assenze.
Dopo aver tenuto all’oscuro la cittadinanza della conoscenza della balneabilità del nostro mare, affiggendo il manifesto dei divieti di balneazione solo a fine luglio, il Sindaco ha pensato bene di ignorare anche il problema dell’Ostreopsis Ovata, comunemente detta “alga tossica”.
Ancora una volta dopo le nostre denunce, la montagna di  pressappochismo ha partorito il topolino, e il 26 agosto, a fine estate, sono apparsi in città i manifesti con cui si è pensato di tamponare una mancanza non perdonabile a chi ha il compito di salvaguardare la salute pubblica.

L’allarme era già stato lanciato dall’ARPA Puglia lo scorso luglio e altri Sindaci della provincia barese si sono subito mobilitati per sviluppare in città quello che il Ministero della Salute chiama” “piano di sorveglianza sindromica”.
Non così ha ritenuto di fare il nostro Sindaco che è venuto meno al suo dovere di massimo garante della salute pubblica nonostante le decine di casi di intossicazione da Ostreopsis Ovata registrati a Molfetta durante la scorsa estate.
Nel nostro territorio è accaduto invece che tutti i malcapitati cittadini non hanno fatto ricorso al Pronto Soccorso o a numeri verdi, e quindi non è rimasto traccia dei numerosi casi di intossicazione.
Dal nostro osservatorio riteniamo che si sia trattato di parecchie centinaia di casi, compresi in una scala sintomatologia che andava dal semplice mal di gola e faringite, a casi più gravi con febbre fino a 40 gradi con tosse e generale spossatezza.
Alcune spiagge, e in particolare quelle intorno a Torre Gavetone, da ferragosto in poi si sono spopolate, e non perché le ferie erano finite.
Il Comune avrebbe dovuto, in tempo debito, evitare che categorie di cittadini a rischio frequentassero la spiaggia nei giorni con prevedibile aerosol tossica.
In questo irrituale quadro epidemiologico che non può essere sottovalutato da nessuno, la città di Molfetta, molto probabilmente, non è rientrata tra i siti a rischio che vengono monitorati dall’ARPA Puglia.

Gli aderenti al Liberatorio Politico sono tra quelli che non vogliono minimizzare il fenomeno dell’alga tossica e chiedono al Sindaco di ottenere tutte le notizie utili riguardanti le iniziative che intende intraprendere la pubblica amministrazione per avviare da subito un progetto di studio e monitoraggio delle nostre acque, anche a prescindere dalle iniziative istituzionali di altri enti preposti.
Si propone di invitare tutti i medici di base a trasmettere tutti i casi, registrati durante l’estate, potenzialmente riconducibili all’esposizione alla tossina dell’alga Ostreopsis Ovata, mettendo così in rete una casistica fatta di giorni, luoghi, età e durata dei sintomi che potrebbe essere oggetto di studio.
Per ultimo vogliamo ricordare al Sindaco che i termini entro cui i Suoi uffici avrebbero dovuto consegnarci le notizie richieste, già dal 25 luglio 2008 (prot. n. 42330), sono abbondantemente scaduti.
Pertanto ci riserviamo di rivolgerci ad altri enti preposti per far valere i nostri diritti.