Il vento moltiplica l’alga tossica

Repubblica — 03 settembre 2008   pagina 9   sezione: BARI

di Antonio Di Giacomo

Non basterà l’ assenza dei venti in questo weekend a scacciare l’ emergenza alga tossica. L’ Ostreopsis ovata resta un problema. A dirlo, numeri alla mano, è Giorgio Assennato, direttore generale dell’ Arpa Puglia. «L’ allarme continua, perché – annuncia – le condizioni meteoclimatiche dei giorni scorsi, e soprattutto il maestrale che ha spirato sulla litoranea barese, hanno favorito la proliferazione della microalga». Le ultime rilevazioni, aggiornate al 26 agosto e pubblicate online sul portale dell’ Arpa, riferiscono infatti di un’ enorme fioritura in atto di Ostreopsis ovata, con picchi in luoghi di prelievo come Riva del Sole e il lido Lucciola a Giovinazzo o, ancora, il lido il Trullo di Bari e l’ ex motel Agip a Torre a Mare. Non per caso racconta Nicola Ungaro, biologo marino e coordinatore del gruppo Acque per l’ Arpa, «i centralini dell’ Agenzia sono stati presi d’ assalto lunedì da decine di telefonate. Parlo di bagnanti che, dopo essere stati fra sabato e domenica al mare nel litorale Sud di Bari, hanno avuto una serie di disagi. Cioè mal di gola, riniti ed episodi febbrili di elevata intensità sebbene di breve durata». Gli effetti, insomma, dell’ esposizione alla famigerata Ostreopsis ovata. «Che intendiamoci, onde evitare un carico d’ eccessiva preoccupazione nella popolazione – avverte Assennato – non è un’ alga killer, ma fortunatamente debolmente tossica. Fatto salvo che le implicazioni sanitarie legate al contatto e all’ inalazione della microalga restano assolutamente sgradevoli». Certo l’ annunciata assenza in questo prossimo fine settimana del Maestrale e le acque poco mosse potrebbero indurre a supporre una progressiva risoluzione del problema, «tuttavia – insiste Ungaro – visti i livelli di fioritura in atto registrati appena pochi giorni fa la concentrazione residua della microalga resterà plausibilmente alta». Tanto più che il ritorno d’ estate previsto dal meteorologo Vitantonio Laricchia per il fine settimana ancora secondo il biologo marino «rischia di favorire attraverso l’ insolazione la densità della fioritura: più luce c’ è e l’ alga meglio cresce. Solo l’ abbassamento progressivo della temperatura delle acque superficiali potrà favorire la successiva risoluzione del problema». Che esiste e va affrontato con un approccio organico, continua Assennato. «Per l’ estate del 2009 – dice il direttore dell’ Arpa – ci siamo prefissati l’ obiettivo di incrementare i punti di campionamento delle acque: oggi sono soltanto 19, l’ anno prossimo contiamo di triplicarli. Benché si faccia già la nostra parte, anzi di più perché a differenza di quanto accade in altre regioni ci prendiamo la libertà e la briga di informare cittadini e istituzioni. Da un anno e mezzo, in effetti, abbiamo chiesto all’ assessorato regionale alla Sanità la costituzione di un tavolo tecnico per affrontare il problema dell’ alga. Non è accaduto nulla, l’ assessorato evidentemente non ne avrà avuto il tempo». E, ironia della sorte, a ricordarlo è Nicola Ungaro, i campionamenti dell’ Arpa devono essere considerati probabilmente un “optional”. «Effettuiamo questo monitoraggio – chiarisce il biologo – senza che nessuno ce lo chieda, ovvero in assenza di finanziamenti per questa attività».