Comitato cittadino per la bonifica marina: d’ora in poi la verità

di Isabella de Pinto – redazione@laltramolfetta.it    

L’incontro svoltosi qualche giorno fa nella sala stampa del Comune di Molfetta, con la discussione sulla bozza di atto costitutivo e la sottoscrizione dei cittadini, ha sancito la costituzione del “Comitato Cittadino per la bonifica marina a tutela del diritto alla salute e all’ambiente salubre“; incontro al quale seguirà una nuova assemblea dei soggetti fondatori per la discussione del regolamento e, successivamente la registrazione dello Statuto presso uno studio notarile.

Tale incontro, in altre parole, è servito a fare sintesi intorno ad alcuni obiettivi chiari che i sottoscrittori condividono e intendono perseguire:

  • conoscere le tipologie di ordigni bellici presenti sui fondali del nostro mare;
  • valutare la pericolosità di ogni tipologia di ordigno;
  • ottenere la completa bonifica del tratto di mare compreso tra il porto e Torre Gavetone;
  • attuare il monitoraggio ambientale costante nelle zone di mare interessate dalla presenza di ordigni;
  • acquisire le informazioni sui casi già sottoposti ad accertamento per sintomi e/o patologie da possibile contaminazione chimica e biologica tra i lavoratori del mare e dei cittadini esposti;
  • garantire procedure di sorveglianza sanitaria sui lavoratori del mare esposti a possibili contaminazioni;
  • verificare costantemente la balneabilità e la commestibilità del pescato;
  • ottenere dagli Organi competenti informazioni trasparenti e aggiornate sullo stato dei luoghi sottoposti a bonifica e sui provvedimenti a tutela dei cittadini, mediante pubblici report periodici;
  • promuovere incontri, seminari di studio, iniziative pubbliche,ecc; a tal fine esso potrà effettuare ogni operazione necessaria, anche di tipo legale e giudiziario.

L’obiettivo precipuo è, dunque, ottenere le risposte alle tante domande poste alle autorità competenti e rimaste senza risposta, a partire dai risultati degli esami tossicologici effettuati al Policlinico su alcuni pescatori, tra i quali un combattivo Vitantonio Tedesco, presidente della Cooperativa piccola pesca. Risultati mai forniti ai diretti interessati.
I partecipanti sembrano meno interessati (almeno in questa fase) al destino del nuovo porto e alle vicende giudiziarie ad esso legate, se ne parlerà in un altro momento, in un altro comitato; ora prioritaria è la questione salute oltre alla volontà di conoscere lo stato dei luoghi.
Non a caso il comitato si professa apartitico: fuori tutti i simboli, i partiti, le associazioni, i comitati. Al Comitato Cittadino per la bonifica marina a tutela del diritto alla salute e all’ambiente salubre si aderisce in maniera individuale, da privati cittadini, non come rappresentanti di comitati, associazioni e partiti.
Ciascuno porta le proprie competenze, la propria esperienza ma non sigle o bandiere.
Proprio su tali questioni il dibattito, in alcuni momenti, si è fatto molto acceso ma la stragrande maggioranza dei presenti ha fatto muro contro qualsiasi tentativo, sia animato dalle migliori intenzioni, di modificare tale decisione.
I sottoscrittori hanno dimostrato di voler crescere come cittadini, di voler prendere coscienza delle problematiche e di voler dare il proprio contributo per la risoluzione di tali problematiche.
Toccante l’esperienza raccontata dallo stesso Vitantonio Tedesco, che dovrebbe far riflettere, come dovrebbe far riflettere la mancata risposta alle numerose richieste di chiarimenti e i contrastanti risultati di analisi effettuate dall’ARPA e dell’Università Federico II di Napoli.
Comprensibile, dunque, la sfiducia nei confronti di tanti, dei partiti, delle associazioni, delle istituzioni che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto e più che giustificato il timore che l’ingresso dei partiti, comitati, associazioni, sia pure da anni impegnate nel settore, possa comportare il rischio di una diversità di obiettivi che possa inficiare l’azione del comitato.
L’angosciante sensazione che rimane può essere sintetizzata nelle parole di un medico che ha partecipato all’incontro: “hanno rubato il mare ai pescatori”.
Speriamo si riveli solo un errato pronostico.

Parte il Comitato “Operazione Verità”

Dopo le conferenze pubbliche del 20 ottobre 2013 e del 3 Gennaio u.s. dal titolo “Il Porto Avvelenato“, molti cittadini hanno manifestato l’interesse nel proseguire un percorso partecipato finalizzato a sollecitare risposte, raccogliere dati aggiornati, fare maggior chiarezza su anni di silenzi ed omissioni sull’affare porto e sulla bonifica del nostro mare.
Proprio per questo sentiamo la necessità di ripartire da concetti chiari e posizioni definite che non possono prescindere dalla completa bonifica del mare nelle zone interessate dalla presenza di ordigni bellici, anche a caricamento speciale, dal porto a Torre Gavetone, per assicurare la balneabilità, la sicurezza, la commestibilità del pescato e, soprattutto, la salute di coloro che del mare vivono o in esso si bagnano.

Gli obiettivi di partenza del nascente Comitato sono:
– conoscere le tipologie di ordigni presenti sui fondali del nostro mare;
– valutare nell’immediato la pericolosità di ogni tipologia di ordigno;
– ottenere la completa bonifica del tratto di mare compreso tra il porto e Torre Gavetone;
– attuare un monitoraggio ambientale costante nelle zone di mare interessate dalla presenza di ordigni a caricamento chimico;
– ottenere le informazioni sui casi già rilevati di contaminazione chimica e biologica dei lavoratori del mare e dei cittadini esposti;
– richiedere la sorveglianza sanitaria sui lavoratori del mare esposti a possibili contaminazioni;
– verificare costantemente la balneabilità e la commestibilità del pescato;
– ottenere informazioni trasparenti e aggiornate da parte di tutte le istituzioni coinvolte nelle attività di bonifica, in particolare dall’amministrazione comunale di Molfetta;
– conoscere l’esito delle indagini finalizzate al monitoraggio ambientale con il prelievo e il trattamento dei sedimenti, previsto nel “Piano di caratterizzazione e bonifica da ordigni bellici nel basso Adriatico”, svolte dall’ISPRA e dall’ARPA Puglia;
– monitorare, per verificare, l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi, e/o residui di ordigni a caricamento speciale, nella cassa di colmata del porto e aree circostanti il prolungamento della diga;
– informare costantemente la collettività molfettese e nazionale sullo stato dei luoghi e sulle iniziative di prevenzione e bonifica;
– preparare interrogazioni parlamentari e regionali per la richiesta del riconoscimento del disastro ambientale sul territorio molfettese.

Siamo consapevoli del lungo percorso che ci attende, ma la posta in gioco è non solo il presente, ma soprattutto, il futuro di questa comunità. Solo l’unione d’intenti potrà permettere di fare luce sui molteplici aspetti che riguardano la salute del nostro mare e, di conseguenza, la nostra. Vi aspettiamo, dunque, domenica 12 Gennaio alle ore 10 presso la Sala Stampa di Palazzo Giovene in Piazza Municipio per la costituzione del Comitato che negli intenti comuni rappresenterà lo “strumento” per raggiungere gli obiettivi già enunciati.

Firmato dai promotori del Comitato “Operazione verità” per la tutela del diritto alla salute e del diritto all’ambiente salubre. Bonifica dal porto a Torre Gavetone.

Altomare Michele
Aurora Dino
Balducci Alfonso
Brattoli Domenico
Cappelluti Maria
Capurso Mario
D’Ingeo Matteo
De Candia Antonia
De Candia Chiara
De Candia Giulio
De Candia Lucrezia
De Gennaro Giuseppe
Di Stefano Marco
Fiorentino Giuseppe
Fusillo Laura
Masiello Danilo
Pappagallo Mario,
Pisani Antonio
Poli Nicola Fortunato
Scala Maria Laura
Tedesco Luigi
Tedesco Vincenzo
Tedesco Vitantonio