“BOMBE CHIMICHE – I DANNI AGLI ECOSISTEMI E ALLA SALUTE UMANA” – IV e V parte

QUARTA PARTE – 13 Aprile 2013Comitato Bonifica Molfetta– Conferenza cittadina: “BOMBE CHIMICHE – I DANNI AGLI ECOSISTEMI E ALLA SALUTE UMANA”

QUINTA PARTE – 13 Aprile 2013 – Comitato Bonifica Molfetta– Conferenza cittadina: “BOMBE CHIMICHE – I DANNI AGLI ECOSISTEMI E ALLA SALUTE UMANA”

SESTA PARTE – 13 Aprile 2013 – Comitato Bonifica Molfetta– Conferenza cittadina: “BOMBE CHIMICHE – I DANNI AGLI ECOSISTEMI E ALLA SALUTE UMANA”

LA PANDEMIA SILENZIOSA

www.comitatoacquapotabile.it

Indetto dall’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Viterbo, patrocinato dal Ministero della Salute, si è svolto sabato 24 maggio 2014 il corso di approfondimento:  “Ambiente e saluteUn rapporto indissolubile. Le patologie ambientali e il caso d’inquinamento da arsenico nella acque ad uso umano”.

Le relazioni sono state seguite con particolare attenzione dai medici che hanno affollato la sala delle conferenze dell’ordine, a dimostrazione dell’importanza che riveste per il viterbese l’approfondimento di una tematica così rilevante, per la soluzione dei gravissimi problemi sanitari derivanti dal consumo di alimenti, fra cui l’acqua, inquinata da sostanze dannose alla salute.

Grande attenzione da parte dei medici alle tante relazioni svolte fra cui quella del dott G.M.Righetti presidente dell’Ordine dei Medici di Latina L. Sordini, dott. E. Burgio, dott.ssa A. Litta, dott. B.M. Mongiardo,  dott. G. Nicolanti, dott. A. Del Prete.

Le relazioni  si sono avvalse di studi scientifici ed epidemiologici molto approfonditi, che hanno sottolineato lo stretto legame tra malattie gravi e inquinamento delle acque e dell’ambiente. In particolare la drammaticità di quella che è stata definita la pandemia silenziosa che si starebbe diffondendo.
Fra tante ricerche e studi presentati desideriamo citare lo studio della Harvard Shool of Public Health, che pone con forza il problema dei danni neuro-psichici ed interessa il 10% dei bambini.  Lo studio ha rilevato in placenta, nel sangue cordonale e nel latte materno, la presenza di molecole chimiche di sintesi, molte delle quali estremamente neurotossiche (mercurio e metalli pesanti in genere, pesticidi. Tutti questi inquinanti provocano: “ incremento drammatico di patologie del neurosviluppo  (patologie di spettro autistico, ADHD, dislessi etc.) e neurodegenerative (in particolare malattie di Alzheimer e di Parkinson) alla cui origine questa esposizione embrio-fetale potrebbe non essere estranea”.

L’analisi della situazione sanitaria del viterbese ed in particolare del comprensorio dei Monti Cimini, acclarata da vari studi epidemiologici, fra cui l’ultimo “SEPIAS” , presentato a Roma il 9 maggio 2014, ha posto ancora una volta in evidenza la necessità di interventi urgenti per la prevenzione dei rischi e di interventi volti alla eliminazione degli inquinanti riconvertendo l’agricoltura chimica in biologica, preservando le acque sotterranee e di superficie in particolare dei laghi dagli inquinanti.

Non possiamo, quindi, che esprimere condanna morale verso amministratori e responsabili degli enti gestori degli acquedotti che non hanno fornito e non forniscono informazione corretta e risposte adeguate.
Le risposte date ai cittadini, infatti, sono state spesso fuorvianti e scorrette, dal punto di vista politico-amministrativo e soprattutto morale. La prova evidente è stata l’arrogante sottovalutazione, dei gravi problemi sanitari a cui è stata ed è ancora sottoposta la popolazione. Hanno cercato così facendo di nascondere le loro gravi responsabilità civili e anche penali.

Per questo ancora una volta chiediamo ai responsabili delle istituzioni di prendere coscienza della gravità della situazione e programmare urgentemente interventi di monitoraggio sulla salute, cominciando dalle donne incinta e dai bambini e quindi a tutta la popolazione.

Occorrono, poi,  iniziative serie delle amministrazioni, per la soluzione del problema acqua potabile nelle abitazioni, l’abbandono del progetto di filtrazione delle acque del lago di Vico, finchè non sia realmente risanato.

Noi cittadini dobbiamo far sentire la nostra voce di protesta, anche attraverso le istanze alla magistratura, per inadempienze contrattuali, inosservanza delle leggi europee e italiane, danni morali e materiali e, per danni biologici, derivanti dalla esposizione agli inquinanti (arsenico- micro cistine dell’alga rossa, cocktail di inquinanti ecc).  A seguito delle richieste di risarcimento presentate tramite il comitato acqua potabile- ADUC,  appoggiati dallo studio legale Pistilli, i Giudici hanno condannato gli enti gestori degli acquedotti, al pagamento di € 1000 (pagamento effettuato ad ogni ricorrente) e alla emissione di bollette ridotte del 50%.

ADUC – COMITATO ACQUA POTABILE

Tel. 0761652027 – 3683065221 – 3894440387 Email: comitato.acqua.potabile@gmail.com
Via Resistenza, 3/c – 01037 Ronciglione VT

Ormeggi abusivi, sequestrato un chilometro di costa a Molfetta

bari.repubblica.it

Lungo la costa c’era di tutto: pali conficcati nella roccia fermati con cemento destinati a bitte di ormeggio, piccoli moletti di circa cinque metri realizzati con massi e cemento per permettere l’imbarco e lo sbarco di decine di natanti (ne sono stati individuati 61) e persino scalette in ferro predisposte per l’accesso alle imbarcazioni.

Un tratto di costa di circa un chilometro, attrezzato con ormeggi abusivi, è stato sottoposto a sequestro dalla guardia di Finanza a Molfetta, nelle vicinanze della Basilica della Madonna dei Martiri. L’intervento è stato coordinato dalla procura di Trani. Oltre ai finanzieri sono intervenuti anche militari della Capitaneria di Porto.

Oltre all’intero tratto costiero, i finanzieri hanno sequestrato 30 pontili realizzati per l’ormeggio dei natanti, e con il supporto del nucleo sommozzatori, sono stati rimossi due natanti, 26 gavitelli, una nassa, circa 200 di cime di ormeggio, 56 bitte, un pontile in legno, una struttura tubolare adibita a pontile e tre scalette in ferro.

Il tratto costiero è stato affidato in custodia giudiziale al comune di Molfetta per la messa in sicurezza ed il successivo ripristino dello stato dei luoghi. Il tutto realizzato in maniera abusiva su area demaniale marittima, in spregio ad ogni autorizzazione ed in violazione del vigente “Regolamento del Porto.

Per il porto di Molfetta nuove rivelazioni

Stessi nomi di Brindisi  nell’inchiesta di Milano  – di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
  www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Dagli appalti (truccati) nelle Asl del Salento a quelli (truccati) per l’Expo il passo è breve. Specialmente se, gira e rigira, c’è un filo rosso a unire la nuova Tangentopoli milanese e quella che a Brindisi sta per mandare alla sbarra 53 persone, salvando (per prescrizione) nomi importanti del centrosinistra pugliese.

Un filo rosso come le Coop emiliane. Rosso come Claudio Levorato, presidente della Manutencoop, che a Milano – esattamente come a Brindisi – è riuscito a salvarsi dalle manette. In Lombardia, dove lo accusano insieme a Primo Greganti di turbativa e rivelazione di segreto d’ufficio per un appalto da 320 milioni, il gip Fabio Antezza ha ritenuto «insussistenti le esigenze cautelari»: i Pm avevano chiesto i domiciliari. A Brindisi, invece, la Procura aveva chiesto addirittura il carcere: su un appalto da 8,3 milioni all’ospedale «Perrino» di Brindisi (non aggiudicato per l’intervento della Finanza), Levorato era stato chiamato in causa «per risolvere la problematica relativa alla mancata assunzione di soggetti segnalati» da un consigliere regionale.

In Puglia, dove ha le mani in tutte le Asl, il sistema Manutencoop prevedeva appalti in cambio di posti di lavoro. A Milano, invece, Greganti l’aveva cooptata nel maxiprogetto della Città della Salute così da assicurarsi la copertura dell’«area politica di riferimento», cioè del Pd: serviva una spintarella ad Antonio Rognoni, dg di Infrastrutture Lombarde, che in cambio di informazioni sull’appalto chiedeva incarichi per sé in Anas o in altre società pubbliche.

Ma da Milano, la cupola degli appalti guardava anche la Puglia. Con il solito schema, l’ex segretario regionale Dc Gianstefano Frigerio voleva mettere insieme il suo amico costruttore Enrico Maltauro con Manutencoop, con l’obiettivo di mettere le mani su un appalto nemmeno ufficialmente lanciato: il nuovo ospedale di Maglie, un project financing da 165 milioni di euro su cui – per ora – si discute soltanto.

Frigerio, detto Il Professore, è uno che parla tanto. Cita mille nomi importanti, ed è difficile dire se e quando millanti. Ma il 14 ottobre scorso, in una intercettazione ambientale, racconta a Giuseppe Cattozzo (ex segretario regionale Udc ligure) delle trattative condotte dalla manager sanitaria Daniela Troiano.

FRIGERIO: «Spero che anche Maglie»

CATTOZZO: «Praticamente le ha dato il mandato di discutere questa cosa dell’ospedale di Siracusa, poi Fitto le ha parlato di Maglie: “Oh, che bello dice…».

FRIGERIO: «Maglie perché poi lui… Io gli devo dire che lì c’è un altro colpo… che la sinistra sta scegliendo orientativamente Manutencoop… quindi il peso dell’alleanza di Milano… se vuole gliene parlo io al mio amico Levorato, sennò gliene parla lui».

A Maltauro, però, l’idea piace poco. «E questo qui di Maglie è project anche questo o no? Perché diventa complicata. Perché non prendi i soldi dalle banche! Bisogna vedere, parliamone un attimo, per capire, eventualmente modifichiamo qualcosa, l’offerta…». «Lì potremmo fare qualcosa sull’Europa magari ragionandoci un po’», rilancia Frigerio. «È un ragionamento che prima lo facciamo meglio è – gli risponde l’imprenditore – perché eventualmente ricambiamo un po’ la formula. O troviamo dei modi».

Nell’inchiesta Expo si parla anche di Ccc, altra impresa della galassia Coop che sta realizzando il nuovo porto di Molfetta. Proprio per l’inchiesta su quell’appalto (lui lo chiama «Il casino di Molfetta»: è indagato tra l’altro il senatore Antonio Azzollini di Ncd), Maltauro vorrebbe far uscire Ccc dall’accordo milanese. E racconta che l’appalto di Molfetta fu grossolanamente truccato: « Me la ricordo bene quella gara li, cioè una roba… Avevano chiesto in fase di prequalifica una macchina, una draga, la disponibilità, perciò anche in affìtto, che c’è ne una solo una in tutto il bacino del Mediterraneo e del Medioriente… Quelle cose esagerate, cioè scrivere “nome, cognome , indirizzo”… Cioè sono robe fatte… “dato che ho stravinto, no? allora ci metto anche la spada come Brenno”. Lì è esagerato...».

Torre Gavetone è balneabile o no?

 

Comunicato stampa del “Comitato Bonifica Molfetta”

Gli aderenti al “COMITATO CITTADINO PER LA BONIFICA MARINA A TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE E ALL’AMBIENTE SALUBRE”, in vista dell’imminente riapertura della stagione balneare, preoccupati per le pessime condizioni in cui versa il nostro mare e delle possibili ricadute negative, non solo per la salute della cittadinanza ma anche per la crisi economica che potrebbe derivarne, avevano depositato presso il protocollo comunale in data 28 Marzo 2014, prot. n. 22377, l’interrogazione e richiesta di informazioni sulla balneabilità e sulla bonifica bellica in atto nello specchio acqueo antistante Torre Gavetone. Non avendo ricevuto ad oggi alcun riscontro alla suddetta nota hanno sollecitato il sindaco Natalicchio, con una nuova nota del 30 aprile per ottenere nei tempi di legge le informazioni richieste:

– se la balneazione a Torre Gavetone sia ancora vietata e se il Sindaco intenda far rispettare il divieto con una corretta informazione preventiva a salvaguardia della salute e sicurezza pubblica;

– se nei fondali marini antistanti Torre Gavetone, all’interno delle coordinate riportate nell’ordinanza n.3 del 03/02/2011, giacciono bombe a vista sui fondali, oppure ordigni a caricamento chimico cementati nella roccia;

– se i fondi destinati alla bonifica di Torre Gavetone stanziati dalla Regione con delibera n.2884 del 20.12.2011 sono stati già utilizzati o in fase di programmazione.

 Molfetta, 4.5.2014

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