Per il porto di Molfetta nuove rivelazioni

Stessi nomi di Brindisi  nell’inchiesta di Milano  – di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
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Dagli appalti (truccati) nelle Asl del Salento a quelli (truccati) per l’Expo il passo è breve. Specialmente se, gira e rigira, c’è un filo rosso a unire la nuova Tangentopoli milanese e quella che a Brindisi sta per mandare alla sbarra 53 persone, salvando (per prescrizione) nomi importanti del centrosinistra pugliese.

Un filo rosso come le Coop emiliane. Rosso come Claudio Levorato, presidente della Manutencoop, che a Milano – esattamente come a Brindisi – è riuscito a salvarsi dalle manette. In Lombardia, dove lo accusano insieme a Primo Greganti di turbativa e rivelazione di segreto d’ufficio per un appalto da 320 milioni, il gip Fabio Antezza ha ritenuto «insussistenti le esigenze cautelari»: i Pm avevano chiesto i domiciliari. A Brindisi, invece, la Procura aveva chiesto addirittura il carcere: su un appalto da 8,3 milioni all’ospedale «Perrino» di Brindisi (non aggiudicato per l’intervento della Finanza), Levorato era stato chiamato in causa «per risolvere la problematica relativa alla mancata assunzione di soggetti segnalati» da un consigliere regionale.

In Puglia, dove ha le mani in tutte le Asl, il sistema Manutencoop prevedeva appalti in cambio di posti di lavoro. A Milano, invece, Greganti l’aveva cooptata nel maxiprogetto della Città della Salute così da assicurarsi la copertura dell’«area politica di riferimento», cioè del Pd: serviva una spintarella ad Antonio Rognoni, dg di Infrastrutture Lombarde, che in cambio di informazioni sull’appalto chiedeva incarichi per sé in Anas o in altre società pubbliche.

Ma da Milano, la cupola degli appalti guardava anche la Puglia. Con il solito schema, l’ex segretario regionale Dc Gianstefano Frigerio voleva mettere insieme il suo amico costruttore Enrico Maltauro con Manutencoop, con l’obiettivo di mettere le mani su un appalto nemmeno ufficialmente lanciato: il nuovo ospedale di Maglie, un project financing da 165 milioni di euro su cui – per ora – si discute soltanto.

Frigerio, detto Il Professore, è uno che parla tanto. Cita mille nomi importanti, ed è difficile dire se e quando millanti. Ma il 14 ottobre scorso, in una intercettazione ambientale, racconta a Giuseppe Cattozzo (ex segretario regionale Udc ligure) delle trattative condotte dalla manager sanitaria Daniela Troiano.

FRIGERIO: «Spero che anche Maglie»

CATTOZZO: «Praticamente le ha dato il mandato di discutere questa cosa dell’ospedale di Siracusa, poi Fitto le ha parlato di Maglie: “Oh, che bello dice…».

FRIGERIO: «Maglie perché poi lui… Io gli devo dire che lì c’è un altro colpo… che la sinistra sta scegliendo orientativamente Manutencoop… quindi il peso dell’alleanza di Milano… se vuole gliene parlo io al mio amico Levorato, sennò gliene parla lui».

A Maltauro, però, l’idea piace poco. «E questo qui di Maglie è project anche questo o no? Perché diventa complicata. Perché non prendi i soldi dalle banche! Bisogna vedere, parliamone un attimo, per capire, eventualmente modifichiamo qualcosa, l’offerta…». «Lì potremmo fare qualcosa sull’Europa magari ragionandoci un po’», rilancia Frigerio. «È un ragionamento che prima lo facciamo meglio è – gli risponde l’imprenditore – perché eventualmente ricambiamo un po’ la formula. O troviamo dei modi».

Nell’inchiesta Expo si parla anche di Ccc, altra impresa della galassia Coop che sta realizzando il nuovo porto di Molfetta. Proprio per l’inchiesta su quell’appalto (lui lo chiama «Il casino di Molfetta»: è indagato tra l’altro il senatore Antonio Azzollini di Ncd), Maltauro vorrebbe far uscire Ccc dall’accordo milanese. E racconta che l’appalto di Molfetta fu grossolanamente truccato: « Me la ricordo bene quella gara li, cioè una roba… Avevano chiesto in fase di prequalifica una macchina, una draga, la disponibilità, perciò anche in affìtto, che c’è ne una solo una in tutto il bacino del Mediterraneo e del Medioriente… Quelle cose esagerate, cioè scrivere “nome, cognome , indirizzo”… Cioè sono robe fatte… “dato che ho stravinto, no? allora ci metto anche la spada come Brenno”. Lì è esagerato...».