“Messa in sicurezza” del porto? Dissequestriamo le carte

Il 4 febbraio u.s. è stata affissa all’albo pretorio comunale la “DELIBERA DI GIUNTA N.14 DEL 28/01/2015: OPERE DI MESSA IN SICUREZZA DEL NUOVO PORTO COMMERCIALE DI MOLFETTA. APPROVAZIONE PROGETTO ESECUTIVO”. Da mesi il dibattito politico cittadino, dentro e fuori il Palazzo di Città, si è sviluppato intorno al tema del nuovo porto commerciale e dalla lettura della Delibera n. 14 ci aspettavamo di cogliere elementi utili per farci un’idea di quello che la “Nuova Molfetta” ha intenzione di fare su questo progetto. Investire oltre 7 milioni di euro per la “messa in sicurezza” vuol dire dare chiari indirizzi di sviluppo successivo dell’opera; investire tale somma vuol dire predisporre, bloccandolo, il progetto esistente per poi continuarlo come previsto; oppure, mettere in sicurezza le opere già esistenti potrebbe significare bonificare completamente l’intera area direttamente interessata ai lavori comprendendo anche quell’area più esterna alla “zona rossa” verso l’inutile sperone già completato?

Insomma la “messa in sicurezza” potrebbe dire e significare tante cose ma la delibera non le spiega e non fornisce alcuna chiave di lettura, almeno quella affissa all’albo pretorio. Il cittadino attento rimane deluso leggendo questa delibera perchè, oltre a leggere tra i progettisti il nome dell’Ing. Gianluca LOLIVA, uno dei 61 indagati dell’Operazione D’Artagnan (responsabile della R.T.I. costituita tra Acquatecno s.r.l., Architecna Engineering s.r.l., Idrotec s.r.l. e la ditta individuale G. Loliva), si rende conto che qualcosa non quadra.

Intanto le 15 Relazioni, i 9 Elaborati grafici generali, i 26 Elaborati grafici Banchine Nord-Ovest e Martello, i 5 Elaborati grafici secondo braccio del molo di sopraflutto, l’Elaborato grafico degli impianti, il Piano di Sicurezza e Coordinamento, sono solo un mero elenco riportato due volte in delibera ma non allegato alla stessa. Ora ci chiediamo se questa amministrazione vuole veramente essere diversa da quella guidata da Azzollini e dimostrare la discontinuità dal passato? Non ci sembra che con questo atto amministrativo possa dimostrarlo, anzi peggiora quell’immagine di trasparenza e partecipazione che ha alimentato e alimenta la quotidiana propaganda politica. Quando si legge nel corpo della delibera, a pag.5, che gli obiettivi del ” Progetto dei lavori di messa in sicurezza e salvaguardia delle opere di costruzione del porto Commerciale di Molfetta“, si potrebbe intuire che le carte presentate dall’Ing. LOLIVA siano qualcosa di diverso da quello che l’amministrazione comunale vuole farci intendere e che nei fatti è nel titolo, abbastanza generico, della delibera n.14 del 28.01.2015, “Opere di messa in sicurezza del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta“.

Per questi motivi abbiamo presentato in data 16 febbraio 2015 prot. n. 11850, la richiesta di presa visione e copia di tutti gli elaborati tecnici, grafici e relazioni del progetto esecutivo contenuti nella “DELIBERA DI GIUNTA N.14 DEL 28/01/2015: OPERE DI MESSA IN SICUREZZA DEL NUOVO PORTO COMMERCIALE DI MOLFETTA. APPROVAZIONE PROGETTO ESECUTIVO” (affissa all’Albo Pretorio il 4.1.2015 al numero progressivo 201), ai sensi della legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005) e del decreto legislativo n. 33/2013. 

Invitiamo tutti i cittadini attivi ad inoltrare la stessa richiesta al Sindaco e al Segretario Comunale affinché tutti siano consapevoli e informati sulla sorte delle opere sequestrate del nuovo porto commerciale e di come questa amministrazione vuole “metterle in sicurezza“. Infine suggeriamo a chi in questi giorni dichiara che il dibattito sul porto è “stato sequestrato“, di attivarsi con noi per il “dissequestro dei documenti” e la loro pubblicazione in rete, in modo che il vero dibattito sul futuro del porto possa nascere sulla base della conoscenza dei progetti vecchi e nuovi. Questa sì che sarebbe una festa per la democrazia e della partecipazione vera, e non solo propagandata.

Messa in sicurezza Porto n.14_28.1.2015